Ragazzi alle prese con migrazione e integrazione
I recenti fatti di cronaca che hanno sconvolto l'opinione pubblica, in primis la tragedia di Lampedusa, hanno indotto i Licei di Camerino a un momento di riflessione.
Tra le molte azioni intraprese dai Docenti, si segnala un progetto trasversale a diverse discipline, che vuole stimolare il confronto sui temi dell'accoglienza, dell'integrazione e dell'immigrazione.
Dal titolo “Migrazione/Integrazione”, il progetto sta coinvolgendo le classi del biennio dei licei linguistico e delle scienze umane, e la prima classe del liceo scientifico a indirizzo sportivo.
L'obiettivo è di promuovere la sensibilità degli alunni verso la cultura dell'integrazione, attraverso la conoscenza delle diverse realtà sociali, storiche e culturali dei popoli migranti.
La prima fase del progetto, di sensibilizzazione, sarà dedicata alla conoscenza della realtà dei paesi di origine, con la lettura di articoli di cronaca sugli eventi di Lampedusa. Si passerà poi alla letteratura, con la lettura e l'analisi critica del racconto L'ultimo viaggio di Leonardo Sciascia, e dei romanzi Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli di Khaled Hosseini .
Nella seconda fase verrà trattata la letteratura migrante, in particolare autori stranieri che raccontano le loro esperienze in lingua italiana: un esempio di come possa essere possibile l'integrazione. Verranno letti i romanzi L'albero e la vacca di Adrian Bravi, autore argentino che attraverso gli occhi di un bambino percorre le vicende di una famiglia in crisi, e Pecore nere di Gabriella Kuruvilla, autrice di origine indiana, figlia di immigrati, autrice di una raccolta di racconti attraverso i quali i protagonisti manifestano la propria identità divisa tra il nuovo e la tradizione.
Altre letture proposte dai Docenti sono: Rosso come una sposa di Anilda Ibrahimi, un romanzo che attraverso la storia di donne ripercorre i cambiamenti sociali della storia albanese; La mia casa è dove sono di Igiaba Scego, scrittrice italiana di origine somala, che descrive una famiglia dispersa tra Somalia, Gran Bretagna e Italia; Milano fin qui tutto bene di Gabriella Kuruvilla, romanzo che racconta quattro storie ambientate in quattro quartieri di Milano, dove vivono immigrati e figli di immigrati.
La terza fase del progetto sarà dedicata alla visione di film. Si inizierà con Terraferma di Emanuele Crialese, incentrato sulle vicende di naviganti e clandestini. Un contesto che invita a delle riflessioni etico-morali. Seguirà poi il film Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio di Isotta Toso, tratto dal romanzo di Amara Lakhous, che racconta la vita di una comunità multietnica.
La quarta e ultima fase del progetto sarà dedicata all'elaborazione degli argomenti affrontati, con approfondimenti e incontri. Tra questi si segnalano: una lezione di diritto dell'immigrazione in materia di asilo, frontiere e cittadinanza; un incontro con un autore (la scuola sta contattando Adrian Bravi, Gabriella Kuruvilla e Igiaba Scego); un incontro con Navid Rasa Riaz, ragazzo di origini afgane che ha frequentato il Liceo Linguistico di Camerino e che ora è iscritto alla facoltà di Diritto Internazionale all'Università di Forlì: un esempio concreto di integrazione sbocciato nella nostra comunità scolastica.
Macerata, la citta' che non si rassegna
Il coordinamento delle associazioni per il centro storico di Macerata ha organizzato, lo scorso 3 novembre, un'interessante manifestazione, "Il cuore di Macerata batte ancora", volta a sottolineare la potenzialità di bellezze cittadine presenti, ma invisibili a molti.
Il coordinamento è attivo ormai da tempo sul fronte della lotta per la rivalutazione e riqualificazione degli spazi urbani di Macerata, spazi troppo spesso destinati all'incuria e all'abbandono, e che potrebbero invece riservarsi a giovani ed associazioni; l'intento è quello di migliorare la situazione socioeconomica della città, tramite una più efficiente rete di infrastrutture e servizi, una maggiore attenzione alle ricchezze architettoniche, una maggiore consapevolezza nell'interazione con le strutture ricettive e commerciali.
In particolare, all'interno della manifestazione, la professoressa Angela Montironi ha tenuto una conferenza sulle bellezze storiche che spesso sfuggono all'occhio distratto o ignaro del passante: il '500, secolo di splendore per Macerata, è tutt'oggi presente in molti dettagli architettonici che sarebbe bene notare e far notare, magari, a chi viene da fuori.
Da sottolineare, dunque, questa iniziativa come manifestazione di una nuova visione di rilancio per la città: migliorie alla viabilità, aiuti agli esercizi commerciali destinati altrimenti a chiudere battente, come in altre zone, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Macerata può e deve essere un fulcro di attività e manifestazioni che guardino al turismo quale chiave per combattere la crisi, e alla qualità di vita dei suoi abitanti come modello di cittadina vivibile.
Un forte in bocca al lupo, dunque, al coordinamento delle associazioni di Macerata, in attesa del prossimo evento a cui partecipare.
Continua l'occupazione del Lab Sociale Fabbri
A Fabriano continua l'occupazione del'ex asilo del Borgo, intrapresa dai giovani attivisti del centro sociale Fabbri nei giorni scorsi. Il sindaco Sagramola ha già firmato un'ordinanza di sgombero, il cui atto è stato consegnato agli occupanti, che però si sono rifiutati di ritirarlo, negandosi fermamente ad abbandonare l'edificio. Alcuni di loro, in seguito all'episodio, si sono recati presso l'ufficio del primo cittadino, occupandolo per un'ora, con il fine di instaurare un dialogo che portasse ad un punto di incontro. Inutilmente, perchè il sindaco si è dimostrato irremovibile sulle sue posizioni, tanto che lunedì 4 novembre dovrebbe giungere in Procura la documentazione sulla notifica, da parte della polizia municipale, dell'ordinanza di sgombero.
Gli occupanti, d'altra parte, si rifiutano categoricamente di lasciare l'edificio, a meno che non venga loro proposta un'alternativa realmente valida, in cui possano stabilirsi e dare il via alle numerose attività programmate; alcune associazioni del territorio stanno trovando sede presso il Fabbri, sono previsti corsi di formazione, laboratori di lingue e ripetizioni, supporto legale e psicologico gratuito, insomma, gli intenti risultano essere senza dubbio apprezzabili.
Le polemiche sorgono sulla questione del fine che giustifica i mezzi, sull'eterna battaglia tra regolamenti, che possono essere giudicati superati e stantii, ma pur sempre di regolamenti si tratta, e nuove proposte da parte di una popolazione giovane, stanca della situazione economica a politica attuale, e desiderosa di offrire il proprio contributo attivo.
La città di Fabriano, al pari di tante altre nella nostra regione, sta attraversando ormai da tempo una crisi che non è più solamente economica, ma che sta toccando valori sociali e morali: sarebbe forse il caso che le istituzioni, rendendosi conto di ciò, cerchino un dialogo con la popolazione, soprattutto con quella fascia giovane, sensibile ai temi della precarietà, della disoccupazione e della cattiva gestione politica, e stimolata perciò ad agire contro leggi più o meno discutibili.
Primarie Pd, Sciapichetti sceglie Renzi
Il consigliere regionale Angelo Sciapichetti e l'Area Democratica dichiarano a tutto tondo l'appoggio a Renzi, partendo dalle primarie, a cui tuttavia Sciapichetti non parteciperà in veste di candidato sindaco, fino ad arrivare alle regionali, che saranno prese in cosiderazione a tempo debito.
Da Bersani a Renzi il passo sembrerebbe denunciare una certa dose di incoerenza, ma il consigliere si difende da chi lo accusa di opportunismo, affermando che, da Franceschini in poi, l'Area Democratica ha sempre seguito un percorso lineare, senza mai appoggiare un vincitore già dichiarato, ma, anzi, lottando dalla minoranza. La scelta di abbandonare il fronte bersaniano, quindi, deriverebbe dall'esigenza di rendere il miglior servizio possibile alla cittadinanza, attraverso una figura, come quella di Renzi, potenziamente capace di attirare a sè anche una larga fetta di elettori oramai disillusi.
La storia personale di Sciapichetti, molto attivo sul fronte dell'associazionismo e del volontariato così come, lavorativamente, nella direzione di organizzazioni di categoria artigianale e del mondo cooperativo, potrebbe però sembrare in contrasto con gli ideali politici di Renzi: lo si accusa di aver accettato un incarico da parte di Spacca, all'epoca delle elezioni regionali, come consulente esperto di economia, senza avere competenze in materia.
L'accusa vorrebbe sottolineare l'opportunismo e i favoritismi che la cittadinanza, purtroppo, è ormai abituata a vedere nel mondo della politica, ma Sciapichetti sottolinea con molta fermezza che il cammino del suo partito ha semplicemente seguito la naturale evoluzione dalla Dc in poi, fino al Pd, senza mai cambiare bandiera per convenienza.
Non ci resta che attendere i risultati delle primarie, e vedere cosa succederà, poi, in ambito regionale.
Intanto, Macerata si avvia alle primarie, passaggio obbligatorio per l'elezione del sindaco, carica attualmente ricoperta da Romano Carancini. In questo momento, il Pd a Macerata si presenta forte e compatto, unità che però sembrerebbe essere sottoposta a particolari condizioni: prima fra tutte, quella appunto delle elezioni, le quali si presentano, in base a quanto emerso dalla stesura definitiva del documento unitario firmato dal deputato Irene Manzi, volte "ad una funzione di stimolo e iniziativa".
Qua sorgono i dubbi: che lo stimolo e l'iniziativa vadano in reatà ad indicare un cambiamento più radicale. C'è un piccolo "giallo", infatti, sugli elogi all'operato del sindaco Carancini, presenti nella prima versione del documento unitario, e scomparsi invece nellla definitiva. L'operato della giunta e l'elezione di Irene Manzi, ex vicesindaco, alla Camera dei deputati, rappresentavano infatti due elementi chiave nel giudizio positivo rivolto all'attuale amministrazione, così come nell'appoggio incondizionato durante la futura competizione elettorale che avverrà a Macerata.
Allo stato attuale delle cose, invece, suddetto appoggio non sembrerebbe poi così incondizionato, visto che la figura del sindaco Carancini non compare mai nel documento definitivo, volto piuttosto a sottolineare l'esigenza di un ritorno del Pd sullo scenario politico cittadino, quale partito guida in risposta alle emergenze del momento.
Furto di fiori ai cimiteri
Come da tradizione all'avvicinarsi del 1 novembre in tutti i cimiteri si sistemano le tombe dei propri cari, che in questo periodo appaiono più ricche di fiori rispetto al solito. Le sorprese, però, sono sempre dietro l'angolo. Curioso e deprecabile episodio quello avvenuto nel cimitero di Canepina, a Camerino, dove ignoti hanno rubato tutti i fiori, veri e finti, dalle tombe, lasciandole completamente spoglie. Grande l'incredulità, ma anche la rabbia e lo sdegno nei visitatori per un gesto così deplorevole frutto forse della crisi, ma soprattutto della maleducazione e della mancanza di rispetto per il dolore dei familiari che si sono recati a visitare i loro defunti.
Non si tratterebbe, d'altra parte, di un episodio isolato: si registrano, purtroppo, diversi casi di furti simili, e addirittura c'è chi non si fa scrupolo di trafugare i fiori da altre tombe, per onorare la memoria dei propri defunti. Cosa non si farebbe, in tempi di crisi, per risparmiare: le vendite, lamentano i fiorai, sono inesorabilmente calate di circa la metà, qualcuno si limita a comprare di meno, optando magari per un più economico mazzo di crisantemi, ma qualcun altro preferisce il "costo zero", dimenticando il vero significato di questa commemorazione.
Sequestrati 50 chili di lumachine di mare
Nella mattinata di giovedì 31 ottobre, i militari della Guardia Costiera di Civitanova Marche e della dipendente Delegazione di Spiaggia di Porto Recanati, hanno contestato un verbale amministrativo a un pescatore professionale che aveva pescato circa 50 Kg. di lumachine di mare in eccedenza, rispetto alla quota consentita dalle vigenti disposizioni.
Il quantitativo è stato immediatamente sequestrato e rigettato in mare dai militari. Al pescatore è stata inflitta una sanzione amministrativa di 4.000 euro, come previsto dalle Leggi che regolamentano la pesca professionale.
Solidarieta' al sindaco Cesare Martini
Numerose sono state le testimonianze di solidarietà ricevute dal sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, dopo gli atti vandalici di cui è stato vittima nei giorni scorsi. Ricordiamo che in due distinte occasioni la vettura privata del primo cittadino è stata danneggiata da vandali di identità tutt'ora ignota alle forze dell'ordine.
L'opposizione, nella persona di Gilberto Chiodi, capogruppo della lista "Una città da vivere", ha espresso vicinanza e appoggio, in merito si è espresso anche il presidente della Comunità Montana, Gian Luigi Chiappa, il quale si è dichiarato preoccupato per il clima di sconsideratezza e violenza che si sta affacciando sulle nostre cittadine, contro i principi democratici su cui esse dovrebbero reggersi.
Anche il presidente del Consiglio comunale Ostilio Beni, a nome dei componenti della Conferenza dei Capigruppo, ha manifestato la propria solidarietà, mentre il consigliere provinciale Pietro Cruciani ha preferito incontrare personalmente il sindaco per portagli un messaggio di vicinanza. Molti altri protagonisti della vita politica e delle amministrazioni locali si sono espressi in tal senso, condannando all'unanimità i ripetuti episodi vandalici.
Rock nella gola di Sant'Eustachio
Si intitola “Running up that hill” il video musicale che il duo Fab Box ha girato per conto dell'etichetta Art Media Music, presso le grotte di Sant'Eustachio, nel comune di San Severino Marche.
Per chi non le conoscesse, si tratta di un luogo suggestivo dove per secoli ha prosperato un'Abbazia benedettina, di cui oggi possiamo ammirare la chiesa romanica, addossata alle pareti rocciose, e in parte scavata in esse; vi si accede percorrendo il sentiero della Valle dei Grilli, o di Sant' Eustachio, una gola piccola ma affascinante. Accanto si apre un'antica cava, da cui sicuramente provengono i blocchi utilizzati a San Severino durante l'epoca medievale.
La Comunità montana di San Severino Marche, ente gestore per conto del Demanio, ha autorizzato le riprese del video: sicuramente una pubblicità importante per le meraviglie paesaggistiche e storiche del nostro territorio, troppo spesso sottovalutate.
Mattei. Spunta un dossier segreto dall'Inghilterra
Un libro che si legge d'un fiato, immediatamente catturati e immersi in un flusso di ricordi che vanno dall'infanzia all'età adulta di Rosangela Mattei, autrice di “Enrico Mattei mio zio”(edizioni Halley informatica), presentato domenica 27 ottobre a Matelica.
Numerose le autorità e le personalità del mondo politico, culturale e imprenditoriale presenti all'appuntamento, oltre naturalmente a tantissimi matelicesi che, ancora una volta, hanno dimostrato quanto sia vivo, a tutt'oggi, il ricordo e l'affetto per il fondatore e Presidente dell'Eni.
“La pioggia cadeva sottile in quella radura a Bascapè, camminavo nel fango aggrappata a mio padre, ero spaventata, infreddolita, mi guardavo intorno, avvolta come in un incubo e ripensavo alle parole di mio padre: alla fine saremo costretti a piangere la morte di Enrico. Tutto è iniziato da lì”.
Con questo incipit il lettore viene immediatamente trasportato indietro nel tempo, a quei giorni terribili dell'attentato a Mattei, coinvolto e intenerito dai sentimenti di una ragazzina tredicenne legata allo zio da un affetto profondo. Ripercorre, attraverso ricordi ed episodi, un'altalena di emozioni che alterna giorni sereni ad altri densi di preoccupazione, impara a comprendere cosa voglia dire convivere contemporaneamente con la spensieratezza e la paura, scoprendo una figura inedita, che nessun libro di storia o altro scritto hanno mai potuto narrare.
Enrico Mattei rivive impresso negli occhi di questa ragazzina vivace, allegra e testarda che, diventata donna, persegue con ostinata determinazione la ricerca della verità, fino alla famosa sentenza del magistrato Calìa del 5 novembre 1997, con la quale si stabilisce in via definitiva che la sera del 27 ottobre 1962 l'aereo esplose a causa di un attentato, e non di un incidente.
Sfogliando le 235 pagine del libro, si scopre anche un dossier inedito, proveniente dall'archivio segreto nazionale inglese, con foto e documenti del Mattei privato, e interviste rilasciate dai suoi familiari.
“Questo libro, - afferma l'autrice - non narra la storia di Mattei come l'hanno raccontata i vari “scrittori” che si sono cimentati nelle innumerevoli pubblicazioni su di lui, e che di volta in volta hanno insieme una serie di notizie classificate secondo i vari interessi, - personali, di partito, di Aziende, di Enti o di amici che sono o sono stati “potenti” -, ma è il racconto di una vita dedicata a rendere giustizia a un uomo che nulla chiedeva, se non permettere a tutti gli italiani di vivere in modo dignitoso, guadagnandosi, con il lavoro, il rispetto di tutti”.
Camerino: la citta' muore. La maggioranza gioca.
La vicenda della società Valli Varanensi, accende la miccia nella città ducale. I sei emendamenti presentati dal vice sindaco Pasqui, tutti approvati, hanno provocato reazioni negative nel gruppo di maggioranza, con l'imbarazzo del sindaco Conti, e la presa di posizione del consigliere Giorgio Bottacchiari che è uscito dall'aula.
Di seguito la nota di Giorgio Bottacchiari, consigliere comunale del gruppo “Nuovi orizzonti”.
Da tempo si sentiva tuonare nel panorama della politica locale e, alla fine, ieri sera, in consiglio comunale, è arrivato il temporale!
In una sorta di triste teatrino si è assistito ad un patetico battibecco tra il sindaco ed il suo vice, i quali, non trovando l'accordo sulla messa in liquidazione della società Valli Varanensi srl, hanno evidenziato quella spaccatura che da anni immobilizza l'amministrazione comunale.
Da una parte il gruppo vicino al pdl con a capo il vicesindaco Pasqui, dall'altra il Sindaco ed i suoi.
Dal banco dell'opposione sento di dover porre una precisa questione di natura politica.
Domando, preoccupato e perplesso, se sia serio prima ancora che responsabile continuare a condurre la gestione della cosa pubblica in questo modo, senza una linea condivisa, senza una programmazione, senza una qualsiasi visione del futuro della città.
La cosa se fino a qualche tempo fa poteva dirsi ridicola ora sta diventando pericolosa.
Si ha davvero la sensazione che qualcuno stia giocando sulla pelle di una città al collasso.
D'altra parte vengono alla mente le dinamiche dell'ultimo anno della giunta Fanelli segnata da una spaccatura dettata dall'allora vicesindaco (sempre Pasqui), il quale, in preparazione dell'imminente campagna elettorale, si fece togliere le deleghe e magicamente riconsegnare l'impunità nei confronti di una gestione penosa dei cinque anni precedenti.
L'amministrazione della cosa pubblica non è un gioco per annoiati o frustrati personaggi, ma un atto di serietà, di responsabilità e di impegno in vista del bene comune.
Oggi l'unico gesto che ci si attende dal sindaco di Camerino è quello di prendere atto dell'impossibilità di continuare a distruggere la città e dimettersi. Sicuramente verrà ricordato come il gesto più alto dell'amministrazione Conti, per il resto da considerarsi una parentesi di “nulla” nella storia della città.
Questa volta, tuttavia, ci si augura che Conti non faccia come il suo predecessore cedendo alle provocazioni del suo vice! Lo costringa, piuttosto, a prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori per aver amministrato dieci anni senza apportare neppure il più piccolo contributo allo sviluppo della città, anzi collaborando indefessamente per affossarla sempre più attraverso ridicoli giochetti.
Giorgio Bottacchiari
